Schettini spiega il caldo in auto – aria condizionata o finestrini abbassati, cosa consuma di più

Il fisico Vincenzo Schettini torna a parlare di caldo e quotidianità, questa volta concentrandosi su una situazione molto comune: il rientro in auto dopo una giornata intensa e la scelta tra abbassare i finestrini o accendere l’aria condizionata. La domanda al centro del suo ragionamento è chiara: «Si consuma di più con i finestrini abbassati o con l’aria condizionata?».

Secondo Schettini, che affronta il tema dal punto di vista della fisica, entrambe le soluzioni hanno un impatto sui consumi di carburante e la differenza reale dipende soprattutto dalla velocità con cui si viaggia.

La turbolenza dei finestrini e lo sforzo del motore

Schettini spiega che, con i finestrini abbassati, l’aria non scorre più in modo regolare lungo la carrozzeria, ma entra nell’abitacolo generando una turbolenza interna. Questa turbolenza, sottolinea il professore, agisce come «un vero e proprio freno».

In questo modo aumenta la resistenza aerodinamica: il motore è costretto a lavorare di più per mantenere la stessa velocità e, di conseguenza, a bruciare più carburante. L’aria che invade l’interno dell’auto diventa quindi un ostacolo al movimento, con un effetto diretto sull’aumento dei consumi.

Anche l’aria condizionata pesa sui consumi

L’esperto ricorda però che neppure l’aria condizionata è “gratis” dal punto di vista energetico. «Anche l’aria condizionata ha un costo in termini di carburante», afferma Schettini: quando viene accesa, il sistema richiede energia al motore per funzionare e rinfrescare l’abitacolo.

A questo punto, osserva il fisico, tra finestrini aperti e climatizzatore si crea una sorta di equilibrio: nessuna delle due opzioni garantisce di per sé un vero risparmio, se non si tiene conto della velocità di marcia.

Schettini ricorda infatti che la resistenza aerodinamica «è direttamente proporzionale al quadrato della velocità». Tradotto: a basse velocità l’effetto negativo dei finestrini aperti è contenuto, mentre ad alte velocità diventa più marcato, al punto che risulta più conveniente tenere i finestrini chiusi e usare l’aria condizionata.

Velocità, condizioni di guida e scelte personali

Nel suo intervento, il professore sottolinea che la velocità dipende da diversi elementi: le prestazioni del veicolo, il tipo di strada percorsa e la tipologia di carburante utilizzata sono tra i fattori che entrano in gioco.

Schettini precisa inoltre che questi ragionamenti vanno sempre rapportati al livello di caldo. E porta il proprio esempio personale: pur ammettendo che possa fare «caldo, caldissimo, super caldissimo», dichiara di non sopportare l’aria condizionata, preferendo tenere «sempre i finestrini abbassati» e cercando di «andare piano».

Nel video citato, l’esperto osserva anche che, al di là di ogni valutazione sui consumi, c’è chi sceglie comunque l’aria condizionata per una mera questione di preferenza, indipendentemente dal possibile risparmio.

La riflessione si chiude con un interrogativo rivolto a chi lo segue: in auto, finestrini abbassati o aria condizionata? E, soprattutto, quanti hanno notato differenze nei consumi cambiando abitudine?

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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