Psicologi – chi vive nel disordine fatica con le routine ma può essere più creativo

Per molti adolescenti il caos in camera è quasi la normalità: vestiti sul pavimento, piatti del giorno prima sulla scrivania, libri e quaderni sparsi ovunque. Quello che in giovane età viene spesso considerato una fase tipica della crescita, in età adulta viene però letto in modo diverso.

Secondo quanto riportato dal portale spagnolo «AS», un ambiente costantemente disordinato negli adulti può essere interpretato come segnale di una struttura quotidiana meno stabile. Chi vive a lungo nel caos avrebbe più difficoltà a portare a termine i compiti con costanza e a mantenere abitudini regolari.

Disordine, benessere e studio della University of East London

«AS» cita tra gli altri il psicologo canadese Jordan Peterson, che vede nel disordine esterno un possibile indizio di problemi nel rapporto con doveri e routine. Soprattutto nei periodi di forte stress, sostiene, può essere utile partire da gesti molto semplici e gestibili, come rifare il letto o riordinare la propria stanza. Anche un’azione così minima può far percepire di avere di nuovo un po’ di controllo sulla giornata.

L’impatto del disordine sul benessere è stato analizzato anche da un gruppo di ricerca della University of East London. In uno studio condotto su 1111 adulti, gli studiosi hanno valutato, tramite un questionario online, il livello di disordine soggettivo e oggettivo nelle abitazioni, il modo in cui le persone esprimono se stesse attraverso la casa, le abitudini di riordino e il loro stato di benessere.

Il risultato riferito è chiaro: un’abitazione molto disordinata era significativamente associata a un benessere più basso. In altre parole, chi descriveva la propria casa come caotica tendeva anche a riferire una qualità di vita inferiore.

Quando il caos stimola le idee

Il quadro però non è solo negativo. Il rapporto citato richiama anche ricerche che collegano il disordine a una maggiore capacità creativa. La ricercatrice Kathleen Vohs descrive gli ambienti caotici come più favorevoli alla nascita di nuove idee rispetto a spazi molto ordinati e perfettamente organizzati.

Stando a Vohs, proprio la mancanza di ordine può aprire spazio all’innovazione: trovarsi in una stanza caotica, afferma, ha portato a qualcosa che aziende, settori e società desiderano sempre di più, cioè creatività. Gli ambienti disordinati sembrano spingere a liberarsi dalle tradizioni e a guardare le cose con occhi nuovi, mentre quelli ordinati incoraggerebbero piuttosto a rispettare le convenzioni e a scegliere la via più sicura.

Il campanello d’allarme: il cambiamento improvviso

Gli esperti richiamano l’attenzione soprattutto sui cambiamenti bruschi nel comportamento. Se una persona solitamente molto ordinata comincia all’improvviso a trascurare in modo evidente la propria casa, questo può indicare un disagio più profondo. Tra le possibili cause vengono citati anche problemi psicologici.

La psicologa Kendra Cherry sottolinea che, in presenza di depressione, persino piccoli compiti domestici possono trasformarsi in ostacoli difficili da superare. In situazioni di questo tipo, secondo Cherry, è importante prendere sul serio questi segnali e cercare sostegno.

Per chi invece fatica semplicemente a trovare motivazione nel quotidiano, il testo riporta alcuni suggerimenti pratici per rendere più gestibile il riordino. Tra questi:

  • svolgere subito le piccole incombenze, senza rimandare;
  • creare un sottofondo piacevole con musica o audiolibri, magari riordinando in compagnia;
  • seguire un piano per stanze, categorie o lista di cose da fare;
  • inserire brevi pause per evitare di sentirsi sopraffatti;
  • procedere in un ordine logico, partendo dal disordine più visibile e pulendo dall’alto verso il basso;
  • prevedere una piccola ricompensa dopo il riordino, come un film, una buona cena o del tempo per rilassarsi.

Il messaggio complessivo che emerge dalle fonti citate è che il disordine persistente può essere un segnale di difficoltà nella gestione del quotidiano e influire sul benessere, ma allo stesso tempo può favorire la creatività. A fare la differenza, sottolineano gli esperti, è soprattutto l’eventuale cambiamento improvviso nelle abitudini, da osservare con attenzione e, se necessario, con l’aiuto di un supporto esterno.

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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