Michael J. Fox, il Parkinson e il peso sulla moglie Tracy Pollan – «Per lei è stato un inferno

Da oltre trent’anni Michael J. Fox convive con il Parkinson e ha trasformato la sua esperienza personale in un impegno pubblico a favore della ricerca. In una nuova intervista a The Hollywood Reporter, l’attore canadese, volto simbolo della trilogia di Ritorno al futuro e della sit-com Casa Keaton, torna però sul lato più doloroso della malattia: l’impatto sulla vita della moglie Tracy Pollan, al suo fianco da quasi quarant’anni.

Parlando del percorso della loro famiglia, Fox ha raccontato senza giri di parole che per Tracy «è stato un inferno». Una sofferenza che, ha spiegato, non si è esaurita: «È stato davvero durissimo per lei e continua a esserlo, perché la malattia cambia continuamente». Le sue parole mettono in luce anche la realtà, spesso invisibile, di chi assiste ogni giorno una persona con Parkinson.

Dalla diagnosi segreta all’annuncio pubblico

Fox ha ricordato il momento in cui ha scelto di rendere nota la propria condizione, dopo anni di silenzio. Il Parkinson gli era stato diagnosticato nel 1991, quando aveva appena 29 anni ed era all’apice della carriera. Per sette anni ha tenuto nascosta la malattia, fino alla decisione di parlarne pubblicamente nel 1998.

Prima di compiere quel passo, l’attore si è confrontato con la moglie, consapevole che quella scelta avrebbe cambiato la loro vita. «Le dissi: “Devo andare fino in fondo. Nella mia posizione non posso fare le cose a metà”», ha ricordato Fox.

Col tempo, l’interprete di Ritorno al futuro ha preso coscienza del proprio privilegio: essere un attore famoso gli garantiva accesso a risorse, cure e contatti che molte altre persone con la stessa diagnosi non potevano permettersi. «Ho iniziato a capire cosa significasse vivere questa condizione per chi non aveva le possibilità, le risorse o i contatti che avevo io», ha spiegato.

Da questa consapevolezza è nata la decisione di esporsi completamente: «Avevo bisogno di normalizzare la malattia, di viverla apertamente ogni giorno. Mi sono detto: “Non posso continuare a nasconderla. Al diavolo la vanità”».

La fondazione e l’impegno per la ricerca

Due anni dopo l’annuncio pubblico, nel 2000, Fox ha fondato la Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research, oggi considerata la più grande organizzazione privata al mondo dedicata alla ricerca sul Parkinson. Dalla sua nascita, la fondazione ha finanziato oltre 3 miliardi di dollari in progetti scientifici, con l’obiettivo di accelerare la comprensione della malattia e lo sviluppo di nuove terapie.

Per l’attore, però, il valore di questo lavoro non si esaurisce nei risultati in laboratorio. «Dobbiamo trovare un modo per affrontare ogni giorno. E se, mentre lo facciamo, riusciamo anche ad alimentare la ricerca e la filantropia, allora stiamo facendo qualcosa di davvero importante», ha detto Fox. «Si tratta di migliorare concretamente la vita delle persone. Non è solo una questione di fondi o di scienza: è una questione di umanità».

Una coppia unita da quasi quarant’anni

Michael J. Fox e Tracy Pollan si sono conosciuti sul set della sitcom Family Ties (Casa Keaton), dove interpretavano una coppia anche sullo schermo. Dopo alcuni anni di relazione, si sono sposati nel 1988 e hanno avuto quattro figli.

Solo tre anni dopo il matrimonio, nel 1991, è arrivata la diagnosi di Parkinson a esordio giovanile per Fox. Da allora, racconta l’attore, la malattia ha segnato profondamente il loro percorso, ma anche rafforzato l’impegno comune, personale e pubblico, nella lotta contro il Parkinson.

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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