Quattro donne hanno accusato Jared Leto – attore premio Oscar e frontman dei Thirty Seconds to Mars – di condotta sessuale criminale nei loro confronti quando erano adolescenti. Altre sei donne riferiscono episodi di comportamenti sessuali inappropriati o inquietanti. Le testimonianze compaiono nel documentario della BBC Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret.
Secondo il programma, le presunte condotte si sarebbero verificate tra il 2002 e il 2016, quando Leto aveva tra i 30 e i 40 anni; oggi l’attore ha 54 anni. Nove delle dieci donne parlano pubblicamente per la prima volta. Leto respinge tutte le accuse e definisce le dichiarazioni «assolutamente e categoricamente false».
Le quattro accuse di reato e i racconti delle donne
Nel documentario, quattro donne indicate con i nomi di fantasia Isabel, Alex, Clara ed Etta sostengono che il comportamento di Leto nei loro confronti integri reati sessuali.
Isabel, oggi sulla quarantina, racconta un episodio del 2002, quando aveva 17 anni e lavorava in un negozio a Las Vegas. Dopo aver mostrato il punto vendita a Leto e ai suoi amici, avrebbe accettato di raggiungerlo in un indirizzo che pensava fosse un hotel, rivelatosi invece un «motel squallido». Dice di essere stata chiamata in bagno mentre lui faceva la doccia, di essere stata baciata e che l’attore le avrebbe afferrato la mano per masturbarsi. Sorpresa, avrebbe chiesto di andarsene; lui, avvolto in un asciugamano, avrebbe controllato il corridoio prima di lasciarla uscire. Solo successivamente, cercando informazioni online, Isabel dice di aver scoperto che Leto era già trentenne.
Alex, ex modella, riferisce un episodio del 2013 a Londra. All’epoca aveva 19 anni e la sua agenzia era stata invitata a un concerto dei Thirty Seconds to Mars alla O2 Arena. Racconta che l’assistente donna di Leto l’avrebbe poi convinta a partecipare a un dopocena allo Shoreditch House e, più tardi, a raggiungere una stanza d’albergo nelle vicinanze. Entrata nella camera quasi al buio, avrebbe scoperto che c’era solo Leto. Dice di avergli chiesto un caricabatterie o dei soldi per tornare a casa, ricevendo risposta negativa. Quando avrebbe chiesto di poter dormire sulla chaise longue, lui le avrebbe più volte detto che si sarebbe svegliata «con un pene nel sedere». Alex afferma di essersi sentita minacciata, di essere andata via e di aver scritto subito a un’amica, che le avrebbe risposto che quello era un «tentativo di aggressione sessuale» da denunciare. A distanza di anni, sostiene che l’incontro fosse «tutto pianificato» e che l’assistente sapesse come attirarla nella stanza.
Clara sostiene di aver avuto per la prima volta rapporti sessuali con Leto nel 2006, quando lei aveva 17 anni e lui 34, nella casa dell’attore in California. Racconta che un conoscente di Leto, sulla quarantina, l’avrebbe avvicinata nel backstage di un concerto dei Thirty Seconds to Mars, chiedendole il numero di telefono per conto del musicista. Secondo il suo racconto, Leto avrebbe minimizzato la differenza d’età e, durante il rapporto, le avrebbe chiesto di chiamarlo «daddy», fingendo di essere «una bambina» o «la sua bambina». Clara riferisce di essere tornata a casa sua altre tre o quattro volte e oggi definisce se stessa, allora, «molto ingenua e vulnerabile».
Etta, che all’epoca aveva 16 anni, racconta di aver incontrato Leto nel 2014 in un’agenzia di modelle a Los Angeles, dove si era recata con la madre. Leto, dice, si sarebbe interessato ai suoi progetti nel mondo della moda e le avrebbe chiesto l’email per invitarla, insieme alla madre, alla festa per il suo Oscar. Poco dopo, però, i contatti telefonici sarebbero diventati esplicitamente sessuali: Etta sostiene che l’attore sapesse della sua età e le chiedesse se fosse vergine, se avesse particolari «kink» e altri dettagli sessuali, arrivando almeno una volta a ipotizzare un rapporto tra i due. Racconta di essersi sentita nervosa e a disagio, ma incapace di porre limiti.
Secondo Etta, Leto le avrebbe poi chiesto di poter passare il suo numero a un amico, presentato come un possibile contatto utile per la carriera. Un uomo che lei conosceva come «Christian» avrebbe iniziato a chiamarla spesso, chiedendole di girare film porno e sostenendo che non importasse se fosse minorenne. Le domande esplicite sarebbero state simili a quelle di Leto, tanto che Etta dice di non escludere che «potessero essere la stessa persona». Altre due donne che denunciano telefonate analoghe riferiscono di essere state contattate anche da altri uomini nello stesso periodo e sospettano che potesse trattarsi di personaggi interpretati da Leto.
Nel 2016, Etta afferma di aver ricevuto una telefonata in cui Leto le avrebbe detto che il suo avvocato voleva inviarle un accordo di riservatezza (NDA) perché preoccupato per i rapporti dell’attore con le donne. Lei ricorda che Leto avrebbe «sogghignato» nel dirlo. L’NDA, che la BBC dichiara di aver visionato insieme ai relativi messaggi, non è stato firmato.
Altre testimonianze, telefonate sessuali e accuse passate
Oltre alle quattro accuse di condotta criminale, altre sei donne compaiono nel documentario con racconti di comportamenti sessuali inappropriati o disturbanti da parte di Leto, spesso quando erano minorenni.
Quattro di loro dichiarano di aver ricevuto da lui telefonate «strane» e molto esplicite sotto il profilo sessuale quando erano adolescenti. Una quinta, identificata come Taylor, racconta un episodio del 2005 a un festival musicale, quando aveva 14 anni. Dopo un concerto dei Thirty Seconds to Mars, la band avrebbe organizzato un firmacopie con i fan. Taylor dice di aver porso la maglietta che indossava perché fosse autografata, aspettandosi una firma su braccio o pancia; Leto, invece, avrebbe firmato all’altezza del petto, commentando che aveva «un bel seno». Secondo il suo racconto, avrebbe quindi ordinato alla guardia del corpo di portarla nel backstage senza chiederle se fosse d’accordo. La madre, che avrebbe assistito alla scena, lo avrebbe affrontato, ma lui avrebbe ripetuto il commento sul seno. Taylor afferma che quell’episodio l’ha segnata al punto da farle smettere di andare ai concerti.
La BBC riferisce di aver verificato diversi elementi dei racconti delle donne, parlando con amici e familiari ai quali le presunte vittime avrebbero confidato i fatti all’epoca, e visionando in alcuni casi foto e messaggi a sostegno delle loro versioni.
Due uomini che hanno lavorato per anni con i Thirty Seconds to Mars, indicati con i nomi di fantasia Brad e Simon, descrivono nel documentario un clima di disagio tra lo staff per il modo in cui Leto si relazionava con le ragazze molto giovani. Brad racconta che, negli anni 2010, quando la band era headliner in grandi arene, su richiesta diretta di Leto si contattavano agenzie di modelle locali per offrire biglietti VIP gratuiti a sole donne, con una stanza backstage riservata a loro: una pratica che definisce «un po’ scomoda». Ricorda anche ragazze fatte salire sul palco per le ultime canzoni e poi invitate nei camerini o in una casa dove la band lavorava. Simon sostiene che, in un certo periodo, due ragazze al giorno si fermassero abitualmente a trovare Leto in quella casa. «Credo che tutti pensassero che il divario d’età fosse decisamente troppo grande», afferma uno dei due.
La BBC segnala che accuse nei confronti di Leto circolano online da decenni e di aver contato oltre 120 segnalazioni in rete sul suo comportamento verso le donne, alcune risalenti nel tempo. Nel 2023, la DJ di Los Angeles Allie Teilz ha scritto sui social di essere stata aggredita dall’attore quando aveva 17 anni, spingendo altre donne a farsi avanti con storie simili. Nello stesso anno, nove donne lo hanno accusato di condotta sessuale inappropriata in un articolo del media statunitense Air Mail; Leto ha negato anche quelle accuse.
La replica di Jared Leto e la carriera dell’attore
Nonostante ripetuti tentativi di contatto da parte della BBC prima della messa in onda del documentario, Jared Leto non avrebbe risposto alle domande dell’emittente. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, in una dichiarazione diffusa ai media statunitensi, l’attore ha affermato: «Non ho mai aggredito nessuno in tutta la mia vita. Queste affermazioni sono assolutamente e categoricamente false».
Leto è una presenza di rilievo a Hollywood dagli anni ’90. Nel 2014 ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club e ha recitato in film di successo come Fight Club, Blade Runner 2049, Suicide Squad e, più di recente, Masters of the Universe. Con la band Thirty Seconds to Mars, fondata nel 1998, ha intrapreso tournée in tutto il mondo; il gruppo ha in programma un tour in Europa continentale e nel Regno Unito la prossima primavera, con date alla O2 Arena di Londra e alla Co-op Live di Manchester.
Una versione del documentario della BBC è disponibile su YouTube. L’emittente segnala inoltre la presenza del servizio BBC Action Line per chi fosse stato coinvolto o colpito da episodi di abuso o violenza sessuale.







