Cristiana Capotondi, la maternità a 42 anni e la scelta di una famiglia allargata

Cristiana Capotondi racconta la sua maternità e la scelta di vivere una famiglia non convenzionale in una recente intervista al Corriere. L’attrice spiega che il rapporto con il padre di sua figlia Anna è finito, ma sottolinea come l’uomo sia «molto presente» nella vita della bambina e come intorno a lei si sia costruita una vera e propria famiglia allargata.

«Non siamo più insieme, ma Anna ha tanti punti di riferimento»

Capotondi chiarisce che lei e il padre della piccola «non sono più legati», ma che questo non ha intaccato il suo ruolo di genitore. Anna, racconta, cresce circondata da molti affetti: i parenti, le amiche e gli amici della madre, oltre alla famiglia paterna.

La madre dell’attrice è scomparsa da qualche anno, ma attorno alla bambina si è comunque formato un nucleo ampio e variegato. «Anna ha una grande famiglia allargata», dice Capotondi, spiegando che nella vita della figlia ci sono molte figure di riferimento, alcune delle quali non hanno legami di sangue con lei, ma condividono «bisogni e affetti».

Da questa esperienza personale, l’attrice allarga il discorso alla società di oggi, ancora ancorata – sottolinea – all’idea di una famiglia tradizionale, eterosessuale e “benpensante”. Secondo Capotondi, però, il coraggio di molte donne sta progressivamente erodendo i confini di questo modello.

Maternità senza partner e figli in età più avanzata: «Si sgretolano tanti tabù»

Guardando al contesto contemporaneo, l’attrice riconosce che «la società però ha fatto passi in avanti». Ricorda come sempre più donne scelgano di diventare madri senza un partner, una decisione che riguarda anche alcune sue amiche. Una scelta che definisce «bellissima», soprattutto in un periodo di crisi della natalità, pur ammettendo che possa essere faticosa.

Capotondi osserva anche come siano in aumento le donne che decidono di avere figli in età più avanzata rispetto al passato. A suo giudizio, questo contribuisce a far cadere «tanti tabù» legati all’idea di quando e come si “dovrebbe” diventare genitori.

In questo quadro di riappropriazione del proprio tempo e del proprio corpo, l’attrice dice di guardare con fiducia al futuro. E inserisce la sua storia personale proprio in questo cambiamento di prospettiva.

«Anna è arrivata nel momento giusto per me»

Parlando della propria esperienza, Cristiana Capotondi ritiene che diventare madre a 42 anni sia stato positivo: «Sono stata fortunata, ma penso [Anna] sia arrivata in un momento molto giusto per me», afferma. Di fronte alla maternità, racconta, si aprono «finestre di disponibilità psicologica ed emotiva inspiegabili» che non hanno a che fare con la carriera o con la libertà, ma con il bisogno di cercarsi e comprendersi come persona, e di acquisire quegli strumenti umani utili nell’educazione di un figlio.

L’attrice aggiunge che avrebbe potuto diventare madre a 20 o a 35 anni, ma «non è capitato» e in quei momenti sarebbe stata «completamente diversa». «Ho incontrato Anna nel momento in cui ero pronta», sintetizza.

L’arrivo della figlia, racconta ancora, ha cambiato il suo sguardo sul mondo. Anna «ha rotto molti argini» e le ha «restituito l’infanzia e il gioco». Prima di diventare madre, Capotondi dice di faticare ad accettare che il suo tempo emotivo non coincidesse con quello di una persona cara; oggi, invece, afferma di guardare gli altri «come i bambini che sono stati» e di sentirsi «molto più comprensiva».

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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