Luna Bonaccorsi Beccaria e Leonardo Bormioli hanno coronato il loro lungo legame con un matrimonio celebrato lo scorso giugno al Feudo del Castelluccio, la tenuta di famiglia vicino a Noto, nel sud-est della Sicilia. La figlia della stilista Luisa Beccaria ha scelto di sposarsi nel borgo settecentesco che i genitori restaurano dal 1993, trasformandolo nel palcoscenico di un weekend di festeggiamenti e in una vetrina dell’estetica della maison.
I due si erano conosciuti a Milano, quindicenni, e per Luna è stato «amore a prima vista». Oggi segue l’e-commerce e il sito del brand Luisa Beccaria e ha fondato il progetto di cartoleria “A Little Party Studio”, mentre Leonardo lavora nel private equity. La proposta è arrivata nel luglio 2025, durante un viaggio in moto in Corsica: Bormioli ha chiesto la mano di Luna con due anelli, uno blu e uno rosso, simbolicamente legati ai suoi occhi e al suo cuore.
Il weekend di festa tra Noto e il Feudo del Castelluccio
Per coordinare il weekend di nozze, la coppia si è affidata a Carolina Pignata di La Festa by Homeating, agenzia napoletana specializzata in destination wedding esclusivi. L’organizzazione ha dato forma alle idee degli sposi, mentre la direzione artistica è stata seguita da Luisa Beccaria, con il supporto dei fratelli e degli amici di Luna.
I festeggiamenti sono iniziati il venerdì sera a Noto, con una festa di benvenuto in via Nicolaci, una delle strade simbolo del barocco cittadino, dove si affaccia Palazzo Nicolaci di Villadorata. Grazie anche alla cittadinanza onoraria conferita l’anno precedente a Luisa Beccaria dal Comune di Noto, la via è stata concessa in esclusiva per una cena a lume di candela. La banda cittadina ha poi suonato nel cortile di Palazzo Nicolaci, prima che gli invitati si spostassero nella storica Loggia del Mercato, l’ex mercato del pesce, per ballare fino a notte fonda.
Il giorno seguente il matrimonio religioso si è tenuto al Feudo del Castelluccio, antico villaggio rurale barocco trasformato in dimora di campagna. Gli ospiti sono stati accolti da un gruppo di sbandieratori locali con vessilli che riportavano le iniziali degli sposi e lo stemma di famiglia. Alcuni hanno assistito alla funzione nella chiesa interna al parco della tenuta, altri dal grande fienile in larice restaurato, dove la cerimonia veniva trasmessa in diretta.
Luna racconta di essersi sentita «incredibilmente grata per il calore e l’amore» attorno a sé, nonostante l’alto numero di invitati, e di aver percepito la mano del marito stretta nella sua come una promessa di protezione per tutta la vita.
Dopo la messa, gli invitati si sono spostati nel limoneto per l’aperitivo, tra fontane e siepi fiorite, accompagnati da musica dal vivo. Al tramonto la cena è stata servita sotto gli ulivi: i tavoli degli ospiti formavano una lunga linea sinuosa a S, mentre il tavolo degli sposi, al centro, disegnava il simbolo dell’infinito. Tovaglie con ricami delicati illuminati da tocchi di lurex richiamavano i rami degli ulivi, mentre candelabri avvolti nel verde contribuivano all’atmosfera romantica.
La pista da ballo era allestita sotto gli alberi di jacaranda in fiore; la zona lounge, a bordo piscina, era decorata con piante di agave. La torta nuziale, alta 170 centimetri e quindi più degli sposi, è stata realizzata dalla pasticceria Corsino di Palazzolo Acreide ed è ricordata da Luna come un dolce «molto artistico».
Per l’after-party, la sposa desiderava un look in tessuto a Led ispirato all’abito indossato da Claire Danes al Met Gala 2016. Insieme alla madre e alla sorella Lucilla ha creato una gonna e un top con volant in tessuto luminoso, che le hanno fatto sentire di essere «un frammento di Luna… o una farfalla notturna». I festeggiamenti si sono conclusi la domenica con un brunch all’ombra dei limoni nella casa al mare di famiglia, all’interno della Riserva Naturale di Vendicari.
L’abito di Luna firmato Luisa Beccaria, omaggio all’imperatrice Sissi
Sin dall’inizio, Luna sapeva che il vestito da sposa sarebbe stato disegnato dalla madre. Nei mesi precedenti ha provato diversi look, inclusi capi couture d’archivio Luisa Beccaria, ma il desiderio era quello di un modello unico. La scollatura e il bustier dell’abito sono stati ripresi da un vestito di alta moda presentato a Parigi nel 1993, ispirato all’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sissi, considerata all’epoca un’icona di bellezza.
Da quel bustier drappeggiato, con ampia scollatura sulle spalle, è nato un modello su misura: una grande gonna in organza bianca costruita con balze alternate, lisce e ricamate, rifinite da un bordo floreale. I ricami, nei toni del bianco e del beige con un leggero tocco di verde nei gambi, sono stati studiati per mantenere l’abito luminoso. La gonna e il lungo velo in tulle erano cosparsi di piccoli fiori, pensati da Luisa Beccaria come i gelsomini di Castelluccio portati dal vento tra le mura antiche.
La stilista racconta che ogni figlia ha avuto un’idea precisa del proprio abito: Lucilla aveva scelto un modello in pizzo da una sfilata couture, Lucrezia aveva reinterpretato un vestito della madre in taffetà Sangallo, mentre Luna è partita dall’immagine della scollatura dell’iconico abito “Sissi” dei primi anni Novanta. Il lavoro di progettazione ha richiesto numerose prove di ricamo eseguite a mano, fino alla definizione del disegno definitivo, poi riorganizzato sulle diverse balze per creare un alternarsi armonico di pieni e vuoti.
Alla realizzazione ha partecipato anche Bintu, storica sarta dell’atelier che lavora con Luisa Beccaria da decenni e che aveva confezionato anche l’abito couture d’origine. Per la madre-stilista, questo è stato il terzo abito nuziale creato per una figlia, un momento che definisce «un’enorme emozione» sia dal punto di vista personale sia professionale.
Lo sposo indossava un abito grigio chiaro, con cravatta coordinata a quelle dei testimoni, tutte realizzate con un motivo della maison. Damigelle e paggetti erano vestiti con abiti Luisa Beccaria nello stesso tessuto dell’abito di Luna, abbinati a scarpe di raso Vibi Venezia.
Direzione artistica, colori di Noto e guardaroba in più atti
Il matrimonio è stato concepito come un racconto a capitoli, in cui ogni momento aveva un proprio dress code e una propria atmosfera, dal giorno precedente alle nozze fino al brunch conclusivo. Luna sottolinea come ormai molte celebrazioni durino tre o quattro giorni e richiedano un vero e proprio guardaroba, che comprende anche il costume da bagno bianco con copricostume per i momenti più informali.
Per la serata di Noto, il tema cromatico era “In the Colors of Noto”: gli invitati più vicini hanno seguito una palette di crema, écru e bianco, con accenti ocra soprattutto nei look maschili, in omaggio alla pietra chiara della città.
Luisa Beccaria ha creato un abito su misura anche per sé, in pizzo ispirato alla tradizione sartoriale antica: vita segnata, maniche leggermente scese, fiocco al collo e ampia gonna, realizzati con un pizzo che riprendeva un antico velo. Lucilla ha optato per una gonna scivolata in crêpe con top corto in organza ricamata a fiori; Lucrezia, incinta di sei mesi del secondo figlio, ha indossato un abito fluido in jersey di pizzo a manica lunga.
Oltre agli abiti, la stilista ha seguito in prima persona la messa in scena degli spazi, in linea con il progetto Poetic Living, la divisione della maison dedicata a interni e decorazione. Dalla chiesa ai luoghi della festa, ogni dettaglio è stato pensato per creare un ambiente intimo e poetico: piatti della collezione di casa con monogramma e corona chiusa di foglie d’ulivo e piccoli fiori azzurri, tovaglie ricavate da una stampa di stagione rielaborata in una tonalità più delicata, tavoli dalle forme morbide e sinuose.
Anche la serata a Noto è nata da un dialogo familiare: Luisa Beccaria ha lavorato “a quattro mani” con la consuocera Alessia Bormioli per far incontrare idealmente Parma e Milano, legando la tradizione del vetro della famiglia Bormioli a menù e scenografia.
Ripensando a quei giorni, Luna descrive la storia con Leonardo, iniziata nel 2010 e vissuta «capitolo dopo capitolo», come una vera e propria favola, resa ancora più speciale dall’aver potuto celebrare il matrimonio circondati dalle persone più care.







