Paolo Conticini tra “Cash or trash”, matrimonio e famiglia – «A 14 anni mollai la scuola, mio padre mi riportò alla realtà

Paolo Conticini oggi è il volto di Cash or trash, il programma del Nove che tornerà presto con una nuova stagione e una nuova collocazione in palinsesto. L’attore e conduttore racconta come il format sia diventato quasi «una prolunga naturale» di sé stesso e quanto lo gratifichi essere associato al programma: «È raro trovare un lavoro, ed è ancora più raro trovare un lavoro di successo: è bellissimo essere circondato dall’affetto delle persone che ci seguono», dice a margine del Festival della Televisione e del Cinema di Benevento, ricordando l’entusiasmo dei tempi di Provaci ancora prof.

L’amore, la convivenza e quel vecchio orsacchiotto

Conticini confessa di non essere un collezionista, ma di avere un solo oggetto davvero prezioso: un orsacchiotto di quasi 60 anni, regalato in origine al fratello e da lui “ereditato” perché il fratello non lo voleva. È ancora appoggiato sul tavolino accanto al letto. Con quel pupazzo ha dormito fino agli 11 anni e, racconta, da allora non si è mai allontanato dal suo comodino né dal suo cuore: è l’oggetto a cui tiene di più al mondo, pur dichiarandosi più legato agli spazi che alle cose.

Proprio gli spazi diventano il punto di partenza per parlare di matrimonio e convivenza. A casa, lui e la moglie Giada hanno due lavandini separati, il suo a destra e il suo a sinistra, simbolo di quell’autonomia che per Conticini è fondamentale: «Le relazioni sono un’arte, così come la convivenza: stare sempre con una persona vicino non è facile. Ci vogliono pazienza, rispetto e senso dell’umorismo. Ridere insieme aiuta a superare un sacco di cose, anche le più dolorose».

Sposato da oltre 30 anni, l’attore ammette che la passione e l’entusiasmo iniziali inevitabilmente cambiano, ma non in peggio: «È normale che non ci sia più quell’entusiasmo delle prime volte. A un certo punto subentrano cose ancora più importanti, come un punto di riferimento che è la mia casa, la mia salvezza e il mio rifugio. Sono cose che solo un lungo rapporto ti può dare».

Successo, tempo che passa e rimpianti

Guardando alla propria vita, Conticini individua nel successo il cambiamento più grande, anche se lo definisce più una «consapevolezza» che una svolta: sentirsi più forte, più sicuro e meno vulnerabile. Questa sicurezza è arrivata intorno ai 45 anni, dopo un percorso non semplice: quando ha iniziato a fare l’attore, fino ai 33 anni non vedeva ancora nulla di stabile «all’orizzonte» e viveva con fatica l’assenza di certezze.

Racconta di aver sofferto soprattutto per il confronto continuo con gli altri: si chiedeva perché ad alcuni le occasioni arrivassero e a lui no. La svolta, dice, è arrivata quando ha capito che «ognuno di noi ha la propria strada e la propria fortuna» e ha fatto pace con questa idea.

La notorietà, ammette, qualcosa gliel’ha tolta: a volte un po’ di spontaneità, perché bisogna stare attenti a ogni gesto. «Le scatole girano anche a me, a quel paese qualcuno lo vorrei mandare anch’io, ma sono cose a cui devo stare attento», racconta con ironia. Allo stesso tempo, però, essere riconosciuto per strada resta per lui una grande gioia: un segno concreto dell’affetto del pubblico e del fatto che «le cose vanno bene».

Negli anni è cambiato anche il suo rapporto con il tempo e con le difficoltà: oggi pensa che sia giusto godersi la vita e non piangere sui problemi, perché lamentarsi «non serve a niente» e fa solo perdere energia. Dice di sentirsi più maturo e non rifugge nemmeno la malinconia, che anzi non gli dispiace: lo aiuta a essere più presente a sé stesso in un’esistenza che definisce frenetica e veloce, costringendolo a fermarsi e riflettere quando accade qualcosa di profondo.

Sui rimpianti cita una frase di Marcello Mastroianni in un’intervista con Maurizio Costanzo: l’attore diceva che il suo unico rimpianto era di «non aver peccato mai fino in fondo», perché i suoi peccati erano sempre a metà. Una risposta che lo ha colpito, spiega Conticini, perché «per peccare ci vuole coraggio». Per il resto sente di aver fatto ciò che doveva fare e continua a sognare.

La scuola lasciata a 14 anni, il lavoro con il padre e il legame con i genitori

Anche da ragazzo, ricorda, i suoi sogni erano grandi: desiderava soprattutto libertà e indipendenza. Per questo a 14 anni decise di lasciare la scuola. In realtà fu una fuga durata una sola settimana. Quando lo comunicò al padre, che aveva una ditta di imbiancature e verniciature, lui reagì portandolo subito con sé al lavoro: sveglia alle 5 del mattino e giornate dure in cantiere. Dopo sette giorni Conticini gli disse che sarebbe tornato a scuola. Lo definisce «un insegnamento meraviglioso» che non ha mai dimenticato, perché da bambino, mantenuto dai genitori, tutto sembra facile ma non lo è.

Oggi il suo rapporto con madre e padre è cambiato: pur non avendo figli, sente di essere arrivato al momento in cui si comporta un po’ da genitore nei loro confronti. Chiede se hanno fatto le visite, se hanno chiamato il dottore. Lo considera qualcosa di tenero e un modo per restituire almeno in parte ciò che ha ricevuto, ricordando i grandi sacrifici fatti da entrambi, in una famiglia che «non ha mai vissuto nell’oro».

Conticini aggiunge un altro episodio: quando iniziò a fare l’attore, partecipò anche a un concorso nei vigili del fuoco, perché il sogno dei genitori era vederlo «sistemato». A un certo punto, però, disse al padre che avrebbe lasciato quel percorso per trasferirsi a Roma e provare a recitare. Il padre lo guardò fisso negli occhi, senza dire una parola, e per un paio di mesi non si parlarono. Sapeva bene che la strada scelta dal figlio non sarebbe stata facile e aveva paura per lui. Oggi, racconta l’attore, è il suo primo fan.

Quanto a sé stesso, Conticini non si considera «il primo della classe», ma nemmeno l’ultimo. È consapevole che ci sono molti colleghi più bravi che restano a casa, e proprio per questo si dice grato ogni giorno per ciò che ha.

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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