A Riccardo Di Cicco, condannato per riciclaggio di proventi illeciti riconducibili al cognato Felice Maniero, l’ex boss della Mala del Brenta noto come Faccia d’Angelo, sono stati confiscati beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di finanza, Nucleo speciale polizia valutaria, con il supporto dei comandi provinciali di Venezia e Firenze, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Venezia.
L’indagine partita dalle dichiarazioni di Maniero
Le attività investigative hanno preso avvio dopo alcune dichiarazioni rese da Felice Maniero, che hanno permesso di indirizzare gli inquirenti verso la destinazione di parte dei profitti generati dai reati commessi dalla Mala del Brenta.
Gli accertamenti sono stati sviluppati attraverso controlli bancari, analisi della documentazione, indagini tecniche e approfonditi riscontri economico-patrimoniali, finalizzati a verificare la sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio reale. Sono state inoltre disposte rogatorie internazionali dall’autorità giudiziaria e raccolte sommarie informazioni da persone informate sui fatti, con successivi riscontri sul territorio.
Questo complesso lavoro ha consentito di confermare quanto riferito dall’ex capo dell’associazione mafiosa e di rintracciare i proventi illeciti utilizzati per l’acquisto di beni mobili e immobili. Tra questi figurano orologi di pregio, tra cui Rolex e Cartier, autovetture di lusso e strumenti finanziari di investimento riconducibili a Maniero.
L’indagine si era già conclusa, in una fase precedente, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare e con il sequestro di immobili, disponibilità finanziarie, auto e altri beni di lusso legati alle condotte di riciclaggio dei capitali dell’organizzazione mafiosa guidata da Faccia d’Angelo.
I beni confiscati dal Tribunale di Venezia
A seguito della sentenza definitiva di condanna nei confronti di Riccardo Di Cicco, il Tribunale di Venezia ha disposto la confisca dei beni riconducibili al condannato e ai suoi congiunti.
Nel dettaglio, il provvedimento riguarda:
- 2 immobili situati nelle province di Firenze e Lucca;
- 5 autovetture;
- gioielli e quadri di valore, già affidati all’amministrazione giudiziaria;
- disponibilità finanziarie presenti su conti correnti;
- il contenuto di cassette di sicurezza di due istituti bancari della provincia di Empoli, dove sono stati rinvenuti 90mila euro in contanti e 15 orologi di lusso.
Il valore complessivo dei beni colpiti dalla misura ablativa è stato quantificato in circa 2 milioni di euro, chiudendo così il percorso giudiziario avviato con le indagini sul riciclaggio dei profitti della Mala del Brenta.







