Gianni Cazzola è scomparso mentre stava facendo ciò che ha fatto per tutta la vita: suonare la batteria. Il batterista jazz, 88 anni, tra i più stimati della scena italiana e internazionale, è morto sabato sera durante un’esibizione al «Gemia Swing Club» di Busto Arsizio. Colto da un malore mentre era al suo strumento, si è accasciato sul palco: i soccorsi arrivati con ambulanza e automedica poco prima della mezzanotte e il trasferimento in ospedale non sono riusciti a salvarlo.
Il malore durante il concerto al «Gemia Swing Club»
Secondo quanto ricostruito, Cazzola stava suonando nel locale di Busto Arsizio quando, all’improvviso, si è accasciato dietro la batteria, la «compagna» di una carriera trascorsa ai vertici del jazz. L’intervento dei sanitari è stato immediato, ma ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano e l’anziano musicista è deceduto poco dopo il ricovero.
La morte dell’artista è avvenuta quindi in scena, nel contesto che aveva segnato tutta la sua vita professionale, di fronte al pubblico del club varesino.
Dalle origini bolognesi al successo nel jazz internazionale
Originario di San Giovanni in Persiceto, nel territorio della città metropolitana di Bologna, Gianni Cazzola aveva iniziato a suonare la batteria da bambino. La sua attività professionale prese forma alla fine degli anni Cinquanta, periodo in cui riuscì in breve tempo a farsi strada nella comunità jazzistica italiana.
Nel giro di pochi anni Cazzola divenne uno dei batteristi più richiesti e apprezzati del Paese, fino a collaborare con grandi nomi del jazz mondiale come Billie Holiday, Chet Baker e altri protagonisti della scena internazionale. Una carriera lunga decenni, sempre legata al palco, alle jam session e all’improvvisazione.
Il ricordo di Tullio De Piscopo e i funerali
La notizia della morte è stata resa pubblica dall’amico e collega Tullio De Piscopo, che nel pomeriggio di domenica ha dedicato a Cazzola un lungo post su Facebook. Il batterista napoletano ha ricordato le passeggiate notturne sotto i portici di Bologna, le serate milanesi e le jam session «nel segno della musica, della libertà e dell’amicizia», sottolineando come tra loro spesso bastasse «uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i tamburi».
De Piscopo ha definito Cazzola un «musicista straordinario» e un «autentico jazzista», oltre che un amico fraterno fin dal 1965, quando il collega bolognese andava a trovarlo al Jolly Jocker, il night club di Bologna dove lui suonava fino a tarda notte. Nel suo messaggio ha ricordato il ritmo, il sorriso e l’umanità di Cazzola, convinto che resteranno nel cuore dei musicisti, e lo ha salutato invitandolo idealmente a «continuare a improvvisare anche da lassù».
Le esequie di Gianni Cazzola sono state fissate per martedì 21 luglio alle ore 14.00, nella chiesa parrocchiale di Sant’Edoardo a Busto Arsizio, la città dove il batterista ha suonato per l’ultima volta.







