Durante i mesi di stop forzato, seguiti all’infortunio di salute che lo ha costretto a interrompere i piani di tournée, Claudio Baglioni ha deciso come ripartire: con due grandi concerti-evento a Roma, nel 2026 a Piazza di Siena e nel 2027 ai Fori Imperiali, all’interno del “GrandTour” per i 40 anni de “La vita è adesso”.
Questi due appuntamenti speciali, riuniti sotto il titolo “Che notte è questa!”, nascono proprio da quel periodo di convalescenza in cui il cantautore ha temuto di non poter più tornare sul palco e ha ripercorso l’intera propria storia artistica.
La convalescenza e la rilettura di una carriera
Baglioni, in un video diffuso sui suoi canali social, ha raccontato che il lungo riposo reso necessario dall’“infortunio di salute” arrivato alla vigilia del tour gli ha offerto l’occasione per rimettere in fila quasi sessant’anni di musica, parole e concerti.
Nel guardarsi indietro, l’artista ha ricordato alcuni momenti-chiave: a partire dal 1982, quando al termine della tournée “quasi leggendaria” “Alé-oó” tenne un grande evento a Villa Borghese. Da lì il salto al 1996, quando approdò ai Fori Imperiali, primo concerto con il Colosseo sullo sfondo.
In quel ciclo di quattro grandi appuntamenti romani, ha sottolineato Baglioni, furono radunate complessivamente oltre un milione di persone, inaugurando quella che definisce la lunga stagione delle “grandi adunate”.
È proprio da questa memoria di grandi raduni nella Capitale che è maturata l’idea di far ripartire “la macchina musicale” da Roma, legando il nuovo progetto alla sua storia live nella città.
“Che notte è questa!”: Roma come partenza e ritorno del “GrandTour”
Dalla riflessione sulla propria carriera sono nati i due nuovi capitoli del GrandTour, battezzati significativamente “Che notte è questa!”. Baglioni ha spiegato che il primo dei due eventi sarà “una partenza” da Piazza di Siena, mentre il concerto conclusivo si terrà ai Fori Imperiali e sarà “il concerto del ritorno”.
Tra questi due estremi, ha annunciato il cantautore, sono previsti cinquanta appuntamenti in tutta Italia. I due live romani assumono così il ruolo di cornice simbolica del percorso: un inizio e una fine, “un avvio e un arrivo, un prima e un dopo”, come li definisce lui stesso.
Per Baglioni, dopo il ricovero per polmonite interstiziale acuta e il timore di non tornare più su un palco, il progetto del GrandTour e i due eventi nella Capitale rappresentano la ripartenza di un cammino che affonda le radici nelle sue grandi notti romane degli anni Ottanta e Novanta.







