Attentato a Modena, è morta Monica Esposito – aveva 55 anni

Monica Esposito non è sopravvissuta alle gravissime ferite riportate nell’attentato del 16 maggio in centro a Modena. La 55enne, prima vittima della strage di pedoni provocata dall’auto guidata da Salim El Koudri, è deceduta questa mattina dopo oltre due mesi di ricovero tra l’Ospedale Maggiore di Bologna e l’Ospedale Civile di Baggiovara.

Dall’investimento in largo Porta Bologna al decesso

Il pomeriggio del 16 maggio 2026 Monica si trovava con il marito Angelo sul marciapiede di largo Porta Bologna, quando la loro vita è stata travolta dall’auto condotta da Salim El Koudri, 31 anni, di origine marocchina. Il veicolo, lanciato ad alta velocità, si è scagliato sui passanti, causando un totale di otto feriti.

Esposito era stata trasportata in condizioni critiche alla Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore dell’Azienda Usl di Bologna. Nelle scorse settimane era stata trasferita in Terapia intensiva all’Ospedale Civile di Baggiovara, dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate: nonostante tutti i tentativi medico‑chirurgici, la donna non ha mai ripreso conoscenza e il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino alla morte.

Con il decesso di Monica, la posizione giudiziaria di El Koudri, già indagato per il reato di strage, diventa ancora più grave: l’omicidio si configura come aggravante e per il 31enne si profila ora il rischio dell’ergastolo.

Donazione degli organi e cordoglio delle istituzioni

Nel rispetto della volontà manifestata in vita da Monica, la famiglia ha dato il consenso alla donazione degli organi. Le direzioni sanitarie, i medici e il personale infermieristico dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena, dell’Azienda Usl di Modena e dell’Azienda Usl di Bologna hanno espresso il loro cordoglio ai familiari della paziente.

Profondo il dolore espresso anche dalle istituzioni regionali. Il presidente della Regione Michele de Pascale ha parlato di “una terribile notizia, che ci riempie di tristezza”, sottolineando come tutta l’Emilia‑Romagna si stringa alla famiglia in questo momento di grande sofferenza. De Pascale ha ricordato che si era sperato fino all’ultimo in un miglioramento, pur nella consapevolezza della gravità del quadro clinico, e ha ringraziato i professionisti degli ospedali per l’impegno profuso fin dai primi soccorsi.

Il governatore ha inoltre espresso “profonda gratitudine e riconoscenza” ai familiari di Monica per la scelta di autorizzare il prelievo degli organi, definendola un gesto di straordinaria umanità che porta una luce di speranza in una circostanza così drammatica.

Il lutto di Modena e di Nonantola

Anche il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha parlato di “notizia tragica” accolta con “enorme tristezza”, rivolgendo le condoglianze al marito – anch’egli ferito nell’attentato – ai figli, ai fratelli, alle sorelle e a tutti i parenti di Monica Esposito. Il primo cittadino ha invitato a mettere da parte le polemiche per lasciare spazio al senso di umana vicinanza e ha ribadito che questo lutto rafforza la richiesta di piena giustizia nei confronti di chi è ritenuto responsabile del gesto.

Mezzetti ha garantito che il Comune continuerà a sostenere le persone ferite e che, nel processo che si terrà, l’amministrazione si impegnerà a rappresentare una “comunità ferita”, perché Modena “non può e non deve dimenticare” quanto accaduto. Il sindaco ha poi espresso vicinanza alla comunità di Nonantola e alla sindaca Baccolini, colpite anch’esse dalla notizia. Nel giorno dei funerali, ha annunciato, i Comuni interessati proclameranno il lutto cittadino.

La morte di Monica ha sconvolto in particolare la piccola frazione di Campazzo di Nonantola, circa quattrocento abitanti, dove la donna e il marito Angelo si erano trasferiti alcuni anni fa con il figlio, dopo aver acquistato una casa nella zona periferica del paese. Pur molto riservati, i coniugi erano conosciuti e stimati dai residenti.

Ogni mattina la coppia raggiungeva insieme la zona artigianale di Nonantola, in via Nicolò Copernico, sede della J.A.S. Elettromeccanica, l’azienda di famiglia specializzata in avvolgimenti di motori elettrici e riparazioni industriali. Monica ricopriva un doppio ruolo, affiancando il marito sia nel lavoro manuale sia nella gestione burocratica dell’impresa. Da quel 16 maggio la serranda della ditta è rimasta abbassata.

Ti piace questo articolo? Condividilo!
Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

Articoli: 249

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *