Sugli spalti del MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina ha richiamato molti volti noti. Tra questi c’era anche Javier Bardem, grande tifoso delle furie rosse, che aveva seguito dal vivo diverse partite del torneo e non è mancato all’ultimo atto.
L’attore è stato spesso ripreso dalle telecamere con indosso la maglia ufficiale della nazionale, sempre in piedi a sostenere la squadra per tutti i novanta minuti. Dopo il triplice fischio e le premiazioni, Bardem è sceso in campo per abbracciare i giocatori, immortalando il momento con numerose foto poi condivise su Instagram. Un’esplosione di felicità che per lui è diventata anche occasione per un messaggio più ampio.
«Una Spagna diversa, pluralista, aperta»
Nel suo post social, Bardem ha ringraziato «un gruppo di giocatori che rappresentano la diversità della Spagna e il sostegno al rispetto dei diritti dei collettivi e dei popoli che hanno bisogno di una voce». Parole che suonano come un tributo alla squadra nel suo insieme e, con ogni probabilità, anche alla nuova stella della Roja, Lamine Yamal.
Il giovane talento, indicato da molti come il nuovo Messi, è nato e cresciuto a Mataró, vicino Barcellona, da padre marocchino e madre originaria della Guinea Equatoriale: uno spagnolo di seconda generazione che, insieme ai compagni, incarna il volto di una Spagna multietnica e aperta al mondo.
Nel prosieguo del messaggio, Bardem ha lodato il comportamento del gruppo: «grazie per il vostro esempio di gioco di squadra, di unità come collettivo, di eleganza e sportività. Questo è l’esempio che tutti noi celebriamo per i milioni e milioni di bambini nel mondo che vi guardano con gli occhi di speranza e del futuro. Grazie per averci fatto sentire così fieri di appartenere allo stesso paese che rappresentate così bene. Voi siete campioni del mondo! Congratulazioni».
Già dopo la partita Portogallo-Spagna, l’attore aveva dedicato un altro lungo messaggio al multiculturalismo della nazionale e del Paese: «In questa Spagna vibrante, c’è spazio per tutti. Questi sono i colori di una Spagna pluralista e progressista che non teme la propria diversità, ma la trasforma nella sua più grande forza». Una Spagna, scriveva, in cui ogni persona, a prescindere da origine, lingua, cultura, orientamento sessuale o credo, possa sentirsi parte di un progetto comune basato su uguaglianza, giustizia sociale e rispetto reciproco, consapevole che la propria storia e la propria diversità territoriale sono una risorsa e non una minaccia.
Dalla passione per il calcio al sostegno alla Palestina
Grandissimo appassionato di calcio e tifoso dell’Atletico Madrid, Bardem ha scelto di sfruttare la visibilità del Mondiale americano per rilanciare anche messaggi politici e sociali in cui si riconosce. In particolare, ha ribadito il proprio sostegno alla Palestina, posizione che aveva già espresso in passato alla notte degli Oscar, a Cannes e agli Emmy.
Durante il match tra Spagna e Austria del 2 luglio, l’attore ha sventolato una bandiera palestinese sugli spalti. Un gesto che ha spinto un tifoso ad avvicinarlo per ringraziarlo: «Ti voglio bene per come usi la tua voce. Quando la Palestina sarà libera, sarai il primo ospite a casa mia», gli ha detto.
Nel corso del torneo Bardem è stato spesso fotografato anche insieme all’attaccante spagnolo Borja Iglesias, suo grande amico, noto per l’impegno sui diritti umani, il sostegno al popolo palestinese e le posizioni fortemente critiche verso le politiche di Donald Trump.
Il ruolo di Penelope Cruz e il tifo di famiglia
Non è chiaro se alla finale fosse presente anche la moglie dell’attore, Penelope Cruz. Di certo, l’attrice ha accompagnato Bardem a molte altre partite del Mondiale e ha mostrato il proprio tifo sui social: numerose le storie in cui indossa la maglia rossa della Spagna e condivide immagini dei festeggiamenti per il trionfo della Roja.
La vittoria mondiale della nazionale spagnola diventa così, nelle parole di Javier Bardem, non solo un successo sportivo, ma anche il simbolo di un Paese che si riconosce nella pluralità delle sue origini e nella difesa dei diritti di tutti.







