Edoardo Scotti, dai set tv alla startup – «Con i meme di papà ho creato lavoro grazie all’Ai

Edoardo Scotti, 34 anni, milanese, unico figlio di Gerry Scotti, oggi è alla guida di una startup che usa l’intelligenza artificiale per produrre contenuti audiovisivi. Racconta di come dai meme dedicati al padre sia nata «Thousand Dreams» e di come, da ex addetto ai programmi tv, sia diventato imprenditore tech: «Sono la prova che con l’Ai si possono creare posti di lavoro».

Accanto al percorso professionale, c’è il legame con il conduttore di «La Ruota della Fortuna», che Edoardo considera un modello, pur ammettendo che negli anni d’oro della tv il padre fosse poco a casa: oggi però lo guarda in famiglia, insieme ai suoi tre figli.

Dal dietro le quinte della tv alla società di intelligenza artificiale

Cresciuto a Milano («ho sempre vissuto qui, ora sono in zona Repubblica, da piccolo ho fatto mille traslochi»), Edoardo Scotti ha frequentato la scuola americana in città, dove dice di aver respirato già negli anni Novanta un clima internazionale.

Per l’università si è trasferito a Los Angeles, dove ha studiato regia e produzione cinematografica. Dopo cinque anni è rientrato in Italia, constatando che nel cinema lo spazio era limitato e che la base sarebbe comunque stata Roma. Così ha firmato con Endemol, entrando nella produzione di diversi programmi, anche condotti dal padre.

Ha svolto praticamente ogni mansione: dal carico dei camion di notte all’assegnazione dei camerini, dall’assistenza di studio all’aiuto regia, fino a diventare producer. Solo in un’occasione è comparso davanti alle telecamere, più di dieci anni fa, per «Lo Show dei record», chiamato a «galoppare» per un mese in America: un’esperienza che gli è valsa anche critiche («lo fa perché è figlio di Scotti»), ma che non ha cambiato la sua convinzione di voler restare dietro l’obiettivo.

Tra gli episodi di quel periodo, ricorda quando fu mandato a cercare Mike Tyson nei camerini per un’ospitata: lo trovò addormentato e, dopo qualche esitazione, lo svegliò, affrontando il suo evidente fastidio pur di portarlo in scena. Un’altra volta, racconta di aver accompagnato Joe Bastianich in motorino alla Stazione Centrale per non fargli perdere il treno dopo riprese di «Masterchef» andate per le lunghe.

Nonostante la gavetta, Edoardo era consapevole che il cognome Scotti lo avrebbe sempre accompagnato. L’interesse crescente per tecnologia e audiovisivo lo ha spinto a lasciare la televisione tradizionale.

Come nascono Thousand Dreams e i “Gerry” generati dall’Ai

La svolta arriva nel 2022. Gerry Scotti nota una pagina social piena di suoi meme creati con l’intelligenza artificiale: Thousand Gerry, progetto di Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte, entrambi catanesi. In parallelo, Edoardo aveva un proprio progetto editoriale, Lo Zio Gerry.

Li contatta: «Quando ci siamo incontrati, temevano che volessimo denunciarli», ricorda. Invece le idee vengono messe insieme e portate avanti in comune. Da tempo Edoardo insisteva con il padre perché sbarcasse sui social, convinto del loro potenziale, ma Gerry si limitava a postare foto del cane. La fusione dei progetti cambia tutto: il conduttore diventa anche creator, pubblica contenuti, partecipa a progetti di advertising, sempre con il coinvolgimento diretto di Gerry e con il figlio che ne gestisce i diritti di immagine.

Da questa esperienza nasce Thousand Dreams, con sede a Milano e fondata da Scotti, Nicolosi e Conte. La società, citata da Forbes come caso innovativo per l’intreccio tra intelligenza artificiale e creatività umana, riunisce regia, direzione artistica e post-produzione con contenuti generati tramite modelli di Ai generativa costantemente addestrati e aggiornati.

Oggi il team è composto da cinque persone tra soci e collaboratori, con venti progetti realizzati che hanno totalizzato oltre 200 milioni di visualizzazioni. Un esempio di lavoro tipico: un cliente chiede una campagna marketing, magari con dinosauri in una stanza; grazie all’Ai, spiegano, l’intero processo produttivo viene coperto e quella scena diventa possibile.

Per Warner, il gruppo ha affrontato una sfida particolare: realizzare un album di canzoni di Natale cantate da Gerry Scotti. È stato addestrato un modello vocale a partire da ore di parlato televisivo, in grado di riprodurre la voce del conduttore anche in un contesto cantato, mentre le basi dei 12 brani sono state incise da musicisti in carne e ossa: un esempio concreto del mix tra intelligenza artificiale e mondo reale.

Scotti sottolinea però che «là fuori è un far west»: a suo giudizio servono regole chiare su diritti di immagine e uso di prodotti certificati. Thousand Dreams certifica ogni contenuto con lo standard C2PA, che garantisce in modo verificabile origine e processo di produzione. Per Edoardo, l’Ai «non è né intelligente né creativa, è uno strumento» che loro usano per ampliare le possibilità espressive, senza sostituire il lavoro umano.

Non manca il rovescio della medaglia: anche il volto di Gerry è stato «clonato» con l’Ai, talvolta per operazioni scorrette, seppur non sempre truffaldine. In certi casi i profili vengono bloccati, in altri è impossibile. Per questo Scotti ritiene importante che le piattaforme richiedano dichiarazioni di consenso e che, come già fa Meta, sia obbligatorio indicare quando un contenuto è «generato con Ai». A suo avviso, i più esposti al rischio di credere a contenuti falsi sono gli adulti, mentre la Gen Z li riconosce più facilmente.

Gerry tra “Ruota della Fortuna”, famiglia e vita a Milano

Sul ritorno de «La Ruota della Fortuna», Edoardo osserva che la tv italiana tende a puntare su format già collaudati, rinfrescandoli e riproponendoli, con un effetto di compressione della creatività. In questo caso, però, riconosce che il programma è diventato un fenomeno: «Due cose fanno la differenza: il format è davvero molto buono e il conduttore è bravo».

Parlando del padre, dice: «Oggettivamente è un grande professionista». Ammette che l’operazione comportava rischi, a partire dal confronto con Mike Bongiorno, ma ritiene che sia andata bene. A casa, la Ruota si guarda tutti insieme: i tre figli di Edoardo, di otto mesi, tre e cinque anni, si chiedono ancora «cosa faccia il nonno dentro lo schermo», mentre la più grande risponde sicura che «il nonno fa la tivù».

Edoardo è nato nel 1992, negli anni di massimo successo televisivo di Gerry. Racconta di non essere mai stato privato di nulla, ma di aver sempre saputo che improvvisare una partitella di calcio o un’uscita solo padre e figlio era quasi impossibile, perché il conduttore veniva riconosciuto ovunque. Gerry, dice, ogni tanto ammette che avrebbe voluto essere più presente, ma per Edoardo resta un punto di riferimento, soprattutto per l’etica del lavoro: essere responsabili e rispettare tutti sul set, dal primo all’ultimo, sono lezioni che attribuisce direttamente al padre.

Sul lato più quotidiano, lo descrive come un vip semplice: in camerino chiede riso in bianco e pretende solo che l’acqua sia ben fresca. I nipoti sanno che, se il citofono suona a un’ora insolita, magari mentre fanno il bagno prima di andare a dormire, è quasi sicuramente il nonno che chiede di «fare un salutino».

Edoardo è sposato con la giornalista Ginevra Piola, che ha lavorato anche in tv. I due si conoscono dall’infanzia, da quando a quattro anni giocavano insieme in spiaggia. Oggi si dividono gli impegni da genitori; le chat delle classi, però, sono affare di Ginevra, perché lui teme di combinare guai.

Il rapporto con Milano è forte: la definisce un centro nevralgico per la tecnologia, «una sorta di Silicon Valley italiana», dove ormai non mancano più i grandi marchi del settore, citando Bending Spoons tra gli esempi. Allo stesso tempo, esprime preoccupazione per la sicurezza: ricorda le serate da quattordicenne alle Colonne di San Lorenzo e dice che oggi non si fiderebbe a lasciarci i propri figli, parlando di «malamovida» e di coltelli che circolano con troppa facilità. Al parco, confessa, tiene «mille occhi» sui bambini e giudica il peggioramento un fenomeno evidente negli ultimi anni, per cui Milano meriterebbe una risposta.

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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