Elon Musk non ha affatto gradito l’“Odissea” firmata da Christopher Nolan, kolossal ispirato al poema omerico di circa 2.800 anni fa che sta dominando botteghino e critica. Il film ha incassato 264 milioni di dollari nel primo weekend mondiale, a fronte di un budget stimato di 250 milioni, ha raccolto recensioni entusiaste ed è già entrato nel giro dei possibili candidati agli Oscar.
Nonostante il successo, la pellicola ha acceso un fronte di contestazione molto rumoroso, in particolare sui social, contro la scelta di un cast eterogeneo: nel mirino soprattutto Lupita Nyong’o come Elena di Troia e Elliot Page come Sinone. Tra le voci più aggressive c’è proprio Musk, descritto come il primo uomo al mondo ad aver raggiunto un patrimonio di mille miliardi di dollari, che da tempo attacca pubblicamente l’adattamento di Nolan.
Il piano: un film generato da Grok e uno diretto da Mel Gibson
Già prima dell’uscita nelle sale, Musk aveva accusato Nolan di aver «profanato» l’“Odissea” pur di conquistare qualche statuetta. Ora, dopo aver dichiarato di aver visto il film, l’imprenditore sostiene di voler passare all’azione, mettendo a disposizione il suo capitale per produrre versioni alternative del poema omerico.
Martedì ha condiviso su X un trailer di tre minuti dell’“Odissea” realizzato con Grok Imagine, il modello di intelligenza artificiale per immagini e video sviluppato dalla sua azienda. Nel post Musk ha scritto: «Entro la fine dell’anno, Grok Imagine realizzerà un lungometraggio dell’“Odissea” storicamente accurato e fedele all’arte di Omero».
Il video generato dall’AI mostra una scena tra Ulisse e Calipso: nel film di Nolan i due sono interpretati da Matt Damon e Charlize Theron, mentre nella clip prodotta da Grok appaiono due figure bianche, con un generico accento britannico, su una scogliera davanti a una grotta rocciosa. Il dettaglio fa già discutere, visto che Calipso è una ninfa marina e, in un’ottica di “fedeltà storica”, ci si aspetterebbe quantomeno una maggiore vicinanza all’acqua.
Secondo quanto riportato da Forbes, lo stesso giorno un altro utente di X è diventato virale chiedendo a Musk di offrire 100 milioni di dollari a Mel Gibson per girare un’“Odissea” con navi, armature, armi e cast «meticolosamente accurati dal punto di vista storico», dialoghi tratti dal poema originale e recitati in greco omerico. Musk ha risposto: «Ci sto».
In sintesi, il miliardario ha manifestato interesse per due progetti distinti: un lungometraggio generato dall’AI e un film diretto da Gibson, entrambi presentati come «storicamente accurati».
Il paradosso della “fedeltà storica” e la polemica sul cast
Nel film di Nolan compaiono, tra gli altri, Anne Hathaway nel ruolo di Penelope e Tom Holland in quello di Telemaco. L’idea di Musk di un’“Odissea” filologicamente corretta, sia in versione AI sia con Gibson alla regia, viene messa in discussione dall’articolo, che ricorda come il poema omerico sia ambientato in un mondo popolato da dèi greci (Zeus, Poseidone, Atena), ciclopi, giganti, sirene e una maga che trasforma gli uomini in maiali. Non a caso, il film di Nolan si apre con una didascalia che colloca la storia «in un’epoca di magia apparente».
L’articolo sottolinea che, se si volesse davvero un’“Odissea” storicamente documentata, bisognerebbe limitarsi a un aedo – un Omero avvolto in un mantello – che recita il poema per ore attorno a un fuoco. E anche questa versione non sarebbe sicura dal punto di vista accademico, vista la “questione omerica”, il dibattito su Omero come autore singolo o collettivo. La promessa di Musk di restare «fedele all’arte di Omero» viene quindi presentata come molto più complessa di quanto sembri.
Secondo l’analisi proposta, ciò che irrita soprattutto Musk e i suoi sostenitori è la diversità etnica e di genere del cast di Nolan. Sui social c’è chi sostiene che nella mitologia greca antica non ci fossero persone nere o trans; l’articolo replica ricordando che l’Etiopia, nella tradizione greca, è spesso associata all’Africa subsahariana e che la figura di Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite, unisce esplicitamente tratti maschili e femminili dopo la fusione con la ninfa Salmace.
Alla luce di queste polemiche, viene ipotizzato che nelle versioni auspicate da Musk il cast dovrebbe essere non solo bianco e cisgender, ma anche di origine greca, anche perché alcuni greci si sono detti scontenti per la scarsa presenza di connazionali nel film di Nolan.
L’ironia sul “cast greco perfetto” e l’attrice creata dall’AI
Da qui l’articolo si spinge in un gioco di casting ipotetico tutto greco, con una lunga lista di nomi reali:
- Nia Vardalos, sceneggiatrice e protagonista di “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, proposta come Penelope al posto di Anne Hathaway;
- John Stamos, il popolare “zio Jesse”, immaginato come Ulisse;
- Jennifer Aniston, figlia dell’attore cretese John Aniston (Yannis Anastassakis), indicata come possibile Calipso;
- Tina Fey, con madre nata al Pireo, suggerita per il ruolo di Circe, in linea con il suo umorismo da “30 Rock”.
A completare il quadro di star greche vengono citati Maria Menounos, Zach Galifianakis e Jason Mantzoukas. Quest’ultimo, ricorda il pezzo, ha già interpretato un tecnico di origini arabe nella serie HBO “Enlightened – La nuova me”, senza che questo all’epoca suscitasse le stesse reazioni indignate.
Per i Lestrigoni, i giganti antropofagi dell’“Odissea”, l’articolo immagina Giannis Antetokounmpo dei Miami Heat – nato e cresciuto ad Atene da genitori nigeriani – a interpretare tutti i colossi, richiamando il suo soprannome NBA “Greek Freak” e la sua altezza di 2,11 metri.
Infine compare Tilly Norwood, indicata come la prima attrice di Hollywood generata dall’intelligenza artificiale. Non è chiaro se sia “greca” o meno, ma il suo volto «algoritmicamente perfetto» viene proposto ironicamente per il ruolo di Elena di Troia, «capace di lanciare mille navi».
Per ora, l’articolo riconosce che è altamente improbabile che uno dei due progetti sostenuti da Musk – il film AI di Grok Imagine o l’ipotetica versione di Mel Gibson – arrivi davvero in produzione. Resta però il segnale di una nuova, personale “Odissea” del magnate, combattuta tra social, intelligenza artificiale e rivendicazioni di “accuratezza storica”.







