Enzo Miccio, a 54 anni tra nuova consapevolezza, amore e paura della morte

Mettere se stesso al centro è diventato, oggi, il vero cambiamento nella vita di Enzo Miccio. Il wedding planner e volto tv racconta di aver smesso di «correre dietro» alla carriera e di aver finalmente realizzato che questa è «l’unica vita» che ha a disposizione, una consapevolezza arrivata – dice – solo a 54 anni. A Benevento, ospite del BCT – Festival del Cinema e della Televisione insieme a Carla Gozzi, anticipa anche il ritorno in autunno su Real Time di Ma come ti vesti?, ma è soprattutto della sua vita privata che sceglie di parlare.

Dal lavoro al bisogno di volersi bene

Per anni, spiega Miccio, al primo posto c’è stato solo il lavoro: «Ho sempre e solo lavorato, non ricordo un giorno in cui non l’abbia fatto». Oggi continua a essere molto impegnato, ma con un atteggiamento diverso. Sta imparando a dire di no, a dosarsi, a riconoscersi il diritto al riposo, al relax e a ricevere attenzioni da chi gli vuole bene e spesso non riesce a frequentarlo quanto vorrebbe.

Questa svolta lo porta anche a un percorso più introspettivo. Ammette di fare «molta fatica» a chiedere aiuto e di essere abituato a risolvere tutto da solo. Quando sente il bisogno di parlare, tende a confidarsi più facilmente con sconosciuti o, da poco, con un terapeuta, piuttosto che con gli amici più stretti. Gli piace, dice, che chi lo ascolta possa farsi un’idea libera da pregiudizi sul personaggio televisivo.

La riservatezza resta un tratto forte del suo carattere: anche le buone notizie, racconta, le condivide di solito solo con tre persone – la madre, la migliore amica e il compagno – perché tiene molto alla propria sfera privata, nonostante la visibilità data dalla tv.

Il nuovo compagno, l’amore maturo e il lavoro insieme

Sul fronte sentimentale, Miccio rivela di essere fidanzato da circa un anno e mezzo con una nuova persona, dopo la fine di una relazione di cui aveva parlato in passato. Definisce questo legame «bello» per il sentimento che lo anima, ma anche «complicato» perché i due lavorano insieme: è stato lui a chiedere al partner di collaborare professionalmente.

Condividere tutto, sottolinea, è «una cosa bellissima» ma anche molto delicata: mescolare sentimenti e lavoro, lo definisce, è «terribile» e rischioso. Era consapevole delle possibili difficoltà, ma ha scelto comunque di provarci, nella convinzione che, se entrambi saranno intelligenti, da questa esperienza potrà nascere «una cosa bellissima». In caso contrario, è pronto a fare un passo indietro e a cercare un’altra soluzione.

L’amore, a 54 anni, per lui ha un volto diverso: si descrive «molto più paziente», qualità che dice di non aver mai avuto. Ora controlla gli scatti d’ira, conta fino a dieci – a volte fino a venti o trenta – prima di rispondere. Ritiene che alla sua età sia il momento di costruire un rapporto più serio, non basato solo su passioni improvvise o slanci fugaci, e spera in relazioni solide che possano accompagnarlo per diversi anni.

Alla domanda se l’amore lo completi come persona, risponde senza esitazioni: «Mi completa». Lo infastidiscono, confessa, le persone che dichiarano di stare benissimo da sole, perché secondo lui senza amore manca «il pezzo più grande» dell’esistenza. Nonostante le delusioni e i dolori vissuti, continua a considerare l’amore «la cosa più importante che ci sia».

Preoccupazioni, ansie quotidiane e il timore della fine

Miccio non nasconde di sentirsi in questo momento «affollato» da pensieri di natura lavorativa, personale e affettiva, al punto da credere di averle «tutte» le preoccupazioni possibili. Eppure si definisce comunque sereno e positivo. Di indole pessimista – il bicchiere, dice, per lui è sempre stato mezzo vuoto – sta cercando di affrontare le cose in modo diverso, senza «impazzire» per ogni problema o rovinarsi la vita per una sciocchezza.

Sta lavorando su un «sano distacco» rispetto a ciò che lo circonda, che gli permette di essere più lucido e di contenere le ansie che comunque prova, anche per questioni apparentemente quotidiane legate al suo lavoro: la pioggia prevista per un matrimonio, una sposa che si lamenta, un abito che non veste come dovrebbe.

La paura più grande, però, è un’altra: «La paura di ammalarmi e morire mi assale quotidianamente», confida. Pensa ogni giorno al fatto che la vita finirà e che «una mattina non ci saremo più». Lo spaventa non sapere cosa lo aspetti dopo, e proprio questa consapevolezza lo rende più attento al valore di ciò che si fa ogni giorno.

Da qui il suo invito, rivolto anche a se stesso, a vivere bene il presente e a concedersi qualche attenzione in più: «Quello che facciamo ogni giorno è importante. Facciamolo bene, coccoliamoci ogni tanto: ce lo meritiamo».

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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