Vanessa Grey lancia “Single” e guarda a Sanremo – “Ora sento davvero l’urgenza di provarci

Vanessa Grey torna con un nuovo brano e mette nel mirino il Festival di Sanremo. Voce simbolo della notte di RTL 102.5, conduttrice, podcaster e cantautrice, presenta “Single”, un pezzo pop dal ritornello immediato che gioca sul confronto – ironico e leggero – tra la vita da single e quella di coppia. Sullo sfondo, i primi passi verso un possibile debutto sul palco dell’Ariston e una difesa convinta della scelta di Stefano De Martino come direttore artistico e conduttore del Festival.

“Single”, tra ironia sui cliché e strumenti veri

Il nuovo singolo nasce dall’osservazione del quotidiano: guardando amici, amiche e la realtà intorno, Grey racconta di essersi accorta di quanto la condizione di single sia sempre più diffusa. Da qui l’idea di mettere a confronto due mondi: nel video interpreta sia la donna single sia la donna sposata.

Da una parte c’è chi, da sola, può permettersi scelte “bizzarre”, come prenotare un volo per Cuba proprio a San Valentino; dall’altra c’è il lato rassicurante della coppia, con qualcuno che ti cucina o ti porta il caffè a letto anche nei momenti difficili. L’obiettivo, spiega, era semplicemente mostrare queste due facce della vita, senza trasformare il brano in un inno contro l’amore, ma ribadendo quanto sia fondamentale imparare a bastare a sé stessi.

Grey non risparmia una critica ai cliché: quello che la irrita di più è la domanda rivolta alle donne single – “Ma com’è possibile che tu sia single? Una bella ragazza come te…” – che sottintende l’idea che una donna non possa stare bene da sola. Sulla figura della moglie, ammette, parla con più cautela: non essendo mai stata sposata, preferisce non generalizzare.

Per “Single” la conduttrice ha voluto fortemente gli strumenti suonati dal vivo, rifiutando un sound costruito solo al computer. Cresciuta sui palchi e nei live, racconta di avere un bisogno “viscerale” di sentire strumenti reali. Per questo ha coinvolto Saturnino al basso e Luca Colombo alla chitarra, che definisce due “mostri sacri” della musica italiana.

Nel testo c’è un verso a cui è particolarmente legata, “mi taglio le vene”: inizialmente aveva pensato di sostituirlo con qualcosa di più soft, come “che noia, che barba”, ma ha capito che avrebbe tolto forza al brano, soprattutto in un passaggio che recita “due cuori, due capanne, due cuori gelati, le barche, tutto bello sì, però…”. Alla fine ha deciso di mantenerlo proprio per l’impatto che genera.

Una performer a 360 gradi tra radio, IA e gavetta

Grey rifiuta le etichette rigide con cui spesso in Italia si incasellano gli artisti. Non sceglierebbe mai tra le sue attività: cantante, conduttrice, speaker radiofonica, creatrice di format. Le considera tutte parti della sua identità, come chiedere di scegliere tra “mamma e papà”, e lascia poi al pubblico la libertà di apprezzare ciò che preferisce.

L’esperienza notturna con il programma “I Nottambuli” su RTL 102.5 continua a influenzare la sua scrittura: racconta di tornare spesso a casa e, nel silenzio della notte, buttare giù pensieri, idee, perfino post per Instagram ispirati da una foto. Per lei la notte è un vero e proprio tempo di lavoro, in cui il cervello non smette di produrre progetti.

Dopo anni passati a intervistare i grandi della musica, oggi si trova sempre più spesso dall’altra parte del microfono. Il cambio di ruolo le piace: lo vive come un momento “rilassante”, in cui non deve preoccuparsi delle domande e può concentrarsi sulle risposte. Non si è sentita giudicata, ma ammette di aver percepito talvolta disinteresse da parte di chi la intervistava, un atteggiamento che non le appartiene: quando è lei a fare domande, cerca sempre empatia e partecipazione, perché per lei in ogni lavoro servono professionalità e passione.

Sul fronte tecnologico, Grey è tra le prime ad aver sperimentato l’intelligenza artificiale nei propri progetti visivi, come nel video di “I Vip so Chic”. È convinta che l’IA non sostituirà l’uomo ma diventerà un supporto, modificando alcune mansioni e facendone nascere di nuove. Racconta di usarla spesso per ricerche, organizzazione di file e operazioni grafiche come lo scontorno delle immagini, considerandola uno strumento molto utile.

Come vocal coach, individua nell’ossessione per il successo immediato l’errore più frequente dei ragazzi che iniziano oggi: molti credono che basti un brano azzeccato o un video virale su TikTok per “arrivare”, senza pensare a costruire un percorso. Per lei, invece, sono fondamentali studio, direzione artistica chiara e miglioramento continuo, e rivendica con forza il valore della gavetta, da cui proviene e che considera l’unico metodo che riconosce.

Altrettanto centrale è, a suo avviso, la comunicazione: il suo motto è “se non comunichi, non esisti”. Vale per artisti e aziende. Esemplifica con un caso concreto: se canta o presenta all’Arena di Verona ma non pubblica nulla sui social, per chi guarda da fuori è come se non ci fosse mai stata, perché oggi le persone vogliono vedere ciò che fai, non solo leggerlo in un curriculum.

Guardando al confronto con l’estero, Grey ritiene che in Italia ci sia ancora diffidenza verso gli artisti “totali” che fanno più cose, a differenza del modello statunitense incarnato da nomi come Bruno Mars, Lady Gaga, Beyoncé, Jennifer Lopez, cresciuti con un’idea di spettacolo a 360 gradi. Per lei si tratta di un vero limite culturale e formativo: anche se nel nostro Paese non mancano i talenti versatili, fatichiamo ancora a riconoscere e sdoganare questa multidimensionalità.

Vasco, X Factor e il sogno Sanremo (con De Martino promosso)

Alla domanda sulla canzone che avrebbe voluto scrivere, Grey non ha dubbi: “Sally” di Vasco Rossi. Avrebbe voluto anche interpretarla e, in effetti, lo ha fatto alle selezioni di X Factor di qualche anno fa. Ricorda che fu presa e che Morgan le disse di sì mentre mangiava una banana, una scena che lei stessa definisce divertente e che è ancora reperibile online.

Cantare Vasco, spiega, non è tecnicamente difficile, ma per una voce femminile la vera sfida è il confronto con l’originale, a cui il pubblico è abituato. Porta come esempio l’interpretazione di Fiorella Mannoia di “Sally”, che considera un “capolavoro assoluto”.

Guardando al futuro, Grey confida di stare pensando seriamente a presentare un progetto al Festival di Sanremo, cosa che non ha mai fatto finora. Non c’è un motivo preciso per cui abbia aspettato tanto, dice, ma in questo momento sente per la prima volta una vera “urgenza” di provarci. Tra i suoi obiettivi cita anche il desiderio di portare un progetto al Blue Note di Milano, ma oggi la priorità è trovare la collaborazione giusta per tentare la strada dell’Ariston.

Per lei, per presentarsi a Sanremo conta soprattutto il momento interiore giusto: bisogna sentirsi pronti dentro. Fino ad ora non aveva percepito questa spinta, ora sì. Il Festival, racconta, fa parte della sua tradizione familiare: è cresciuta guardandolo con i genitori. Naturalmente serve anche una canzone all’altezza, perché “non puoi presentarti con un progetto scadente”, ma è convinta che nella vita esista un tempismo perfetto da cogliere.

Sulla scelta di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico del Festival, Grey si dice “felicissima”. Non condivide le critiche sulla presunta mancanza di competenze e considera questa svolta una chiave di lettura positiva, all’insegna di freschezza e novità. A suo giudizio De Martino è un artista completo, partito come ballerino e diventato un presentatore molto capace, in grado di fare “un sacco di cose”: proprio per questo, conclude, la sua direzione è per lei una scelta più che benvenuta.

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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