Benedetta Porcaroli tra Baby, il massacro del Circeo e il futuro internazionale

Sul palco del Giffoni Film Festival Benedetta Porcaroli si racconta senza filtri. L’attrice romana, che lo scorso 11 giugno ha compiuto 28 anni, ha incontrato i giurati del festival parlando del suo percorso, dai primi ruoli fino alle serie e ai film che l’hanno resa uno dei volti più osservati del cinema italiano e, oggi, anche internazionale.

Nel dialogo con i ragazzi si è definita più volte «nostalgica», come se vivesse in una «sindrome dell’epoca d’oro» evocata da Woody Allen in Midnight in Paris. Un sentimento che convive con quello che lei stessa riconosce come un mix di impeto giovanile e fascino quasi d’altri tempi, cifra che l’ha accompagnata nei suoi primi dieci anni di carriera tra Baby, La scuola cattolica, l’adattamento de Il Gattopardo e il cinema d’autore di Carolina Cavalli e Pietro Castellitto.

Dalle baby squillo dei Parioli al delitto del Circeo

Porcaroli viene scoperta nel 2013 dalla sua agente, quasi per caso e senza una precedente formazione in recitazione. Dopo l’esordio nella fiction Rai Tutto può succedere arriva una piccola parte in Perfetti sconosciuti, film campione d’incassi che la introduce al grande pubblico.

La svolta arriva però con Baby, serie Netflix ispirata allo scandalo delle baby squillo dei Parioli. Non sorprende che, al Giffoni, la prima domanda sia proprio su quel progetto. «Quel lavoro mi ha cambiato la vita», racconta all’auditorium, ricordando come conoscesse personalmente «le ragazze a cui la vicenda è ispirata» e come abbia avvertito il peso di rappresentare «una fase di passaggio in cui basta poco per sprofondare in un abisso».

Nel 2021, nonostante la crisi delle sale seguita alla pandemia di Covid-19, arriva la prima nomination ai David di Donatello per il film 18 regali. Poco dopo il suo nome si lega a un’altra ferita della memoria romana: in La scuola cattolica interpreta Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo. Un impegno che definisce «il ruolo più difficile della mia vita».

Parlando di quell’esperienza, Porcaroli ricorda di aver incontrato il fratello di Donatella e la famiglia di Rosaria Lopez. L’obiettivo del film, spiega, era «dare senso a quella banalità del male, mostrare come un germe possa insinuarsi dentro uno spogliatoio pieno di uomini che hanno paura delle loro debolezze».

Proprio sul set de La scuola cattolica incrocia per la prima volta Riccardo Scamarcio, oggi suo compagno, che per lei era stato un’icona adolescenziale grazie al personaggio di Step in Tre metri sopra il cielo. Dopo qualche iniziale turbolenza, i due appaiono uniti e al centro dell’attenzione mediatica.

Scamarcio, le polemiche e l’ironia social

Nel 2024, ospite di Francesca Fagnani a Belve, Scamarcio racconta di chiedere talvolta alla fidanzata se «mi ha lavato le mutande». La frase scatena un’ondata di accuse di sessismo. A spegnere il caso, pochi giorni dopo, è la stessa Porcaroli, che sui social interviene con un post ironico in cui invita a non disturbarla «perché sto stirando».

Una battuta che restituisce il carattere dell’attrice, lo stesso che porta con sé anche a Giffoni quando affronta il tema dell’innovazione tecnologica. Davanti ai giurati ribadisce che l’intelligenza artificiale «non potrà mai rimpiazzare me o i miei colleghi, perché non siamo così pazzi da voler replicare l’animo umano».

Nuovi progetti e idea di cinema

Guardando avanti, nel percorso di Porcaroli c’è il set di 7 Anniversari, una storia d’amore in cui interpreterà una doppiatrice legata a un rider portato in scena dall’amico Lorenzo Zurzolo. All’orizzonte anche la seconda stagione di The Gentlemen, serie crime di Netflix firmata Guy Ritchie, che conferma l’attenzione crescente del panorama internazionale nei suoi confronti.

Parlando del cinema che ama, l’attrice invita a «rimettere l’essere umano al centro» e a ritrovare «un’idea di semplicità nei racconti». Vorrebbe vedere sullo schermo vite «simili a quelle di tutti i giorni, con sfumature e contraddizioni», personaggi complessi con cui potersi identificare. Troppo spesso, osserva, gli esseri umani vengono «santificati» o «demonizzati», mentre «mancano film in cui poterci identificare».

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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