Armando Rubio ha annunciato su Instagram che la figlia Hannah, 13 anni, è stata dimessa dall’ospedale di Phoenix dove era ricoverata per una grave emorragia cerebrale. La star di “90 Day Fiancé: The Other Way”, inizialmente bloccata in Messico per problemi di ingresso negli Stati Uniti, ha raccontato che le condizioni della ragazza sono migliorate sensibilmente da quando è riuscito a raggiungerla in Arizona.
Rubio, in una serie di tre video pubblicati lunedì, ha parlato di “cuore pieno di gioia” nel comunicare che Hannah ha potuto lasciare la struttura sanitaria, definendo la notizia “la migliore possibile in questo momento”.
Il miglioramento di Hannah e le cure ancora necessarie
Secondo quanto riferito da Kenneth Neidermeier, marito di Rubio, la tredicenne era “molto felice” di poter uscire dall’ospedale. Neidermeier ha spiegato che, da quando Armando è arrivato, la figlia ha fatto “progressi enormi” e che anche i medici si sono detti così soddisfatti da ritenere più adatto per lei un contesto domestico.
Nonostante le dimissioni, la situazione non è del tutto risolta. Hannah dovrà rimanere nell’area di Phoenix per circa un mese per essere monitorata dai medici. I sanitari, riferisce la coppia, non hanno ancora individuato la causa dell’emorragia cerebrale, un’assenza di diagnosi che Rubio ha definito “sconvolgente”.
La ragazza sta assumendo farmaci antiepilettici, ha ancora un deficit visivo parziale da un occhio e dovrà intraprendere un percorso di riabilitazione per rinforzare i muscoli del volto.
Dal malore improvviso al ricongiungimento negli USA
Rubio ha tenuto aggiornati i fan fin da quando, la scorsa settimana, Hannah si è ammalata all’improvviso nel piccolo centro del Messico dove vivono. A causa della mancanza di attrezzature adeguate, la tredicenne è stata trasferita in un ospedale in Arizona.
In un primo momento metà del volto della ragazza appariva “cadente” e un lato del corpo era privo di forza. I medici hanno diagnosticato un’emorragia cerebrale e Hannah è stata trasportata in eliambulanza in un reparto di terapia intensiva a Phoenix.
La situazione familiare si è complicata ulteriormente quando a Rubio è stato negato il permesso di attraversare il confine con un temporaneo “humanitarian parole”, impedendogli di stare accanto alla figlia. Solo sabato è riuscito a entrare in Arizona e a riunirsi con Hannah e con Neidermeier, che era rimasto con lei durante la fase più critica.
Rubio ha poi ringraziato in lacrime il marito, ricordando come Kenneth abbia dimostrato ancora una volta di essere “il miglior amico, l’amore della vita e un padre straordinario per Hannah”. I due, sposati da maggio 2021, sono diventati tra i protagonisti più amati di “90 Day Fiancé: The Other Way” fin dal loro debutto nella seconda stagione, quando le telecamere hanno seguito il trasferimento di Neidermeier in Messico dopo il loro incontro in un gruppo Facebook per papà gay.
Il ruolo dei fan e la battaglia per poter stare con la figlia
Nel messaggio su Instagram, la coppia ha espresso una forte gratitudine verso i fan e gli altri membri del cast di “90 Day Fiancé”, sottolineando che senza il loro sostegno e l’attenzione mediatica sollevata sul caso Rubio probabilmente non sarebbe riuscito a ottenere l’ingresso negli Stati Uniti.
In un’intervista a Page Six della scorsa settimana, Armando aveva raccontato di essersi rivolto, insieme al proprio avvocato per l’immigrazione, a una procedura d’urgenza separata per poter vedere Hannah. Aveva descritto come “la cosa più difficile mai vissuta” il fatto di non poterle tenere la mano o confortarla mentre era ricoverata, parlando di una sensazione di separazione proprio nel momento in cui la figlia aveva più bisogno del padre.
Rubio aveva assicurato di stare facendo “tutto ciò che è in suo potere” per restare accanto alla ragazza, ribadendo che Hannah ha bisogno del suo papà e che anche lui sente il bisogno di stare con la propria “piccola”.
Ora, con la dimissione dall’ospedale ma con controlli e riabilitazione ancora davanti, la famiglia resta sotto osservazione medica a Phoenix, in attesa che i dottori possano capire l’origine dell’emorragia e monitorare i progressi della tredicenne.







