Sophia Maddox, il test del Dna e la scoperta choc – «Charles Manson è mio nonno

Per anni Sophia Maddox ha vissuto a Los Angeles come tanti giovani aspiranti attori: tra un provino e l’altro, alternando lavori da babysitter, cameriera e insegnante di danza per riuscire a pagare l’affitto e farsi strada nel mondo dello spettacolo. Nel 2022, però, una telefonata del padre ha stravolto tutto ciò che pensava di sapere sulle proprie origini.

All’altro capo del filo, Daniel Arguelles le ha confidato una verità che lui stesso faticava ad accettare: il nonno che Sophia non aveva mai conosciuto sarebbe stato Charles Manson, il leader della setta responsabile degli omicidi del 1969, morto in carcere nel 2017. Tra quei delitti, diventati uno dei capitoli più bui della cronaca americana, c’era anche l’assassinio dell’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, uccisa nel massacro di Bel Air.

Il test del Dna e il legame con Charles Manson

Sophia Maddox, il test del Dna e la scoperta choc – «Charles Manson è mio nonno

A far emergere il legame di sangue è stato un test del Dna a cui Arguelles si era sottoposto per ricostruire la propria storia familiare. L’uomo, cresciuto senza conoscere l’identità del padre biologico, ha raccontato alla figlia di temere il risultato: «Penso di aver scoperto chi è mio padre. E se fosse vero, sarebbe davvero qualcosa di terribile», le ha detto.

L’analisi genetica ha collegato Daniel Arguelles a Michael Brunner, riconosciuto come un altro figlio di Charles Manson. Per Sophia, la conferma di questo legame è arrivata come uno shock improvviso, rivelando un segreto rimasto nascosto per decenni. «Ho sentito il più grande nodo nello stomaco della mia vita», ricorda. «Mi sono piegata su me stessa e ho iniziato a piangere».

Da quel momento, la giovane ha iniziato a interrogarsi su che cosa significhi trovarsi imparentata con qualcuno ritenuto responsabile di un male così estremo.

Il documentario “My Grandfather Charles Manson”

Per affrontare quella scoperta, Sophia Maddox ha deciso di raccontare il proprio percorso nel documentario My Grandfather Charles Manson. Nel film ripercorre le tappe della rivelazione e prova a spiegare cosa comporti avere, nel proprio albero genealogico, il nome di uno dei criminali più famigerati del Novecento.

Nel documentario, Sophia incontra persone che hanno conosciuto direttamente Charles Manson, comprese alcune ex seguaci della sua comunità, cercando di andare oltre l’immagine cristallizzata dai processi e dai media. «Volevo ascoltare chi lo aveva conosciuto davvero, non solo la versione raccontata dai media o dai giudici», spiega.

Durante questa ricerca ha trovato un punto d’appoggio proprio in Michael Brunner, che ha scoperto essere suo zio. Brunner, cresciuto lontano dai riflettori dopo essere stato adottato dai nonni materni, l’ha accompagnata nel percorso: «Mi ha sostenuta, mi mandava libri ed era sempre disponibile quando avevo bisogno di parlare», racconta Sophia.

Un rapporto familiare cambiato e la ricerca della verità

La rivelazione sull’identità del nonno ha inciso anche sul legame tra Sophia e il padre Daniel Arguelles. Come mostra il documentario, la nuova consapevolezza ha finito per allontanarli, modificando un equilibrio familiare già fragile.

Per Sophia, però, affrontare quella storia è stato l’unico modo per riappropriarsi delle proprie radici. «Credo di aver spezzato la maledizione per me stessa», afferma. E aggiunge che il dono più grande che si sia fatta è stato «trovare la verità della mia famiglia, non semplicemente ereditare la sua parte più sensazionale».

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Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia Moretti si occupa di spettacolo, celebrità e lifestyle. Racconta le storie dei personaggi più seguiti e realizza contenuti dedicati alla casa, all'organizzazione e ai consigli pratici per la vita quotidiana.

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